Riassorbimento radicolare a Lecce: cause, diagnosi e possibili trattamenti | Studio Odontoiatrico Stere
Riassorbimento radicolare a Lecce: cause, diagnosi e possibili trattamenti | Studio Odontoiatrico Stere
Il riassorbimento radicolare è una perdita di tessuto della radice che, nei denti permanenti, richiede un inquadramento preciso. Spesso non provoca sintomi evidenti e può emergere durante una radiografia eseguita per un altro motivo.
Non tutte le forme sono uguali: il processo può iniziare all’interno del canale oppure sulla superficie esterna della radice. Anche cause, velocità di evoluzione e possibilità di conservare il dente cambiano da caso a caso.
Per chi cerca informazioni sul riassorbimento radicolare a Lecce, il punto di partenza è distinguere il fenomeno fisiologico dei denti da latte da quello patologico dei denti permanenti, evitando diagnosi basate soltanto su una macchia radiografica o sull’assenza di dolore.

Che cos’è il riassorbimento radicolare
Il riassorbimento radicolare consiste nella perdita progressiva di cemento e dentina per l’attività di cellule capaci di rimuovere i tessuti mineralizzati. Nei denti da latte questo meccanismo accompagna normalmente la caduta; nei denti permanenti è invece un processo patologico da classificare e monitorare.
La distinzione principale è tra riassorbimento interno, che origina nello spazio pulpare, e riassorbimento esterno, che parte dalla superficie della radice. L’American Association of Endodontists descrive queste categorie come processi differenti per origine e gestione clinica.
Cause e fattori associati al riassorbimento della radice
Traumi dentali precedenti
Una lussazione, un’avulsione o un urto importante possono danneggiare polpa e legamento parodontale. Il riassorbimento può comparire anche a distanza dal trauma, perciò i controlli programmati hanno valore anche quando il dente non fa male.
Infiammazione o infezione della polpa
Alcune forme interne sono associate a tessuto pulpare infiammato; altre forme esterne possono essere sostenute da una polpa necrotica e infetta. La sola immagine non basta: test pulpari, esame clinico e radiografie vanno interpretati insieme.
Movimenti ortodontici e pressione di denti inclusi
Il movimento ortodontico può associarsi a un accorciamento apicale in alcuni pazienti, mentre un dente incluso può esercitare pressione sulla radice vicina. Questo non significa che ogni trattamento ortodontico o ogni inclusione provochino riassorbimento.
Fattori locali non sempre identificabili
Pregressi interventi, sbiancamento interno, danni al cemento radicolare e altre condizioni locali possono contribuire a forme specifiche. In alcuni casi non emerge una causa unica, e la gestione si basa soprattutto su sede, estensione e attività della lesione.

Segnali che possono richiedere un controllo
Molti riassorbimenti sono asintomatici. Quando presenti, i segnali possono includere cambiamento di colore, una zona rosata vicino al colletto, sensibilità, dolore alla pressione, mobilità o un’irregolarità gengivale. Questi elementi non sono specifici e possono dipendere da condizioni diverse.
Un reperto radiografico casuale non va ignorato né trasformato automaticamente in una diagnosi definitiva. Il confronto con immagini precedenti, quando disponibili, può aiutare a capire se la lesione è stabile oppure mostra cambiamenti nel tempo.
Riassorbimento interno ed esterno non sono la stessa condizione
Nel riassorbimento interno la perdita di dentina si sviluppa dalla parete del canale. Nelle immagini tende a rimanere centrata rispetto al canale quando si modificano le angolazioni radiografiche. Nel riassorbimento esterno, invece, la lesione parte dalla superficie radicolare e può sovrapporsi al profilo del canale.
Neppure una tonalità rosa del dente identifica da sola il tipo di lesione. La European Society of Endodontology raccoglie position statement specifici sul riassorbimento radicolare e su quello cervicale esterno, sottolineando l’importanza di diagnosi e gestione differenziate.

Come viene valutato il riassorbimento radicolare
La valutazione comprende anamnesi, ricerca di traumi o trattamenti precedenti, esame del dente e della gengiva, sondaggio quando indicato, test di sensibilità pulpare e controllo dell’occlusione. Una radiografia endorale eseguita con angolazioni differenti può aiutare a localizzare il difetto.
La CBCT non è automatica. Può essere considerata in casi selezionati quando l’esame tridimensionale aggiunge informazioni decisive su sede, estensione, perforazione e struttura residua. Lo Studio Stere dispone di servizi verificati di imaging diagnostico 3D, impiegati secondo necessità clinica e principio di appropriatezza.
Percorsi possibili dopo la diagnosi
Monitoraggio clinico e radiografico
Una lesione limitata o non attiva può richiedere controlli programmati invece di un intervento immediato. Frequenza e tipo di esame dipendono dal rischio, dalla sede e dalla possibilità di confrontare immagini nel tempo.
Trattamento endodontico nelle forme interne
Quando il processo interno è attivo e il dente è recuperabile, il trattamento canalare può essere valutato per rimuovere il tessuto che sostiene il riassorbimento e sigillare il sistema canalare. La prognosi dipende anche da perforazioni e quantità di struttura residua.
Gestione delle forme esterne
Le forme esterne richiedono un approccio legato alla causa. Il percorso può includere controllo dell’infezione, accesso e riparazione del difetto in casi selezionati, modifica di fattori favorenti o collaborazione tra competenze endodontiche, parodontali e ortodontiche.
Estrazione soltanto quando il dente non è recuperabile
Se la perdita di struttura è estesa, il difetto non è accessibile o il dente non può essere restaurato con una prognosi ragionevole, può essere considerata l’estrazione. L’eventuale sostituzione viene pianificata separatamente e non rappresenta una conseguenza automatica.

Cosa fare a casa e cosa evitare
Il riassorbimento non può essere diagnosticato allo specchio e non si arresta con collutori, integratori o rimedi domestici. È utile mantenere un’igiene delicata, evitare traumi sulla zona e rispettare i controlli indicati, soprattutto dopo un trauma dentale o durante un percorso ortodontico.
Non applicare sostanze irritanti, non sospendere trattamenti prescritti e non rimandare una rivalutazione se compaiono dolore, gonfiore, mobilità o cambiamenti di colore. La prevenzione non elimina ogni rischio, ma diagnosi precoce e documentazione nel tempo possono rendere più chiaro il quadro.
Riassorbimento radicolare a Lecce: valutazione presso lo Studio STERE
Presso lo Studio Odontoiatrico STERE, in Via Giovanni Boccaccio 19 C/D/E a Lecce, la valutazione viene impostata distinguendo il tipo di riassorbimento e la sua relazione con polpa, radice, gengiva e osso. Il percorso può integrare visita, test clinici, radiografie endorali e, quando realmente utile, diagnostica tridimensionale.
Il Dott. Nicolò Stefanelli e la Dott.ssa Rosanna Renò hanno maturato più di dieci anni di esperienza nel settore odontoiatrico sul territorio italiano; tutto lo staff vanta a sua volta più di dieci anni di esperienza. Lo Studio resta aperto per tutta l’estate, secondo le modalità comunicate.
Per esigenze ortodontiche separate, lo Studio offre ortodonzia con allineatori trasparenti con il Dott. Lorenzo Garrisi, odontoiatra specialista in Ortodonzia; Invisalign® è uno dei sistemi commerciali di Align Technology utilizzati quando indicato dopo valutazione ortodontica.
Domande frequenti sul riassorbimento radicolare
Il riassorbimento radicolare provoca sempre dolore?
No. Può rimanere asintomatico e venire scoperto durante una radiografia. L’assenza di dolore non permette di stabilire se la lesione sia ferma o attiva.
Una radice riassorbita può ricrescere?
Il tessuto dentale perso in modo significativo non ricresce spontaneamente. Il trattamento mira a controllare la causa, arrestare o limitare il processo quando possibile e conservare la funzione del dente.
Serve sempre una CBCT?
No. Le radiografie endorali sono spesso il primo esame. La CBCT viene valutata nei casi in cui le informazioni tridimensionali possano modificare diagnosi o piano terapeutico.
Il trattamento canalare è sempre necessario?
No. Può essere indicato in alcune forme interne o quando esiste un coinvolgimento pulpare specifico, ma non risolve automaticamente ogni riassorbimento esterno.
Il riassorbimento nei denti da latte è una malattia?
Di norma il riassorbimento delle radici dei denti da latte è fisiologico e accompagna la permuta. Un andamento insolito, dolore o ritardi di eruzione richiedono comunque una valutazione pediatrica.
Presso lo Studio Odontoiatrico Stere puoi trovare una gamma completa di trattamenti odontoiatrici preventivi e curativi.
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Articolo scritto dal Dott. Nicolò Stefanelli – Odontoiatra
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