23 Settembre 2026

Coronectomia del dente del giudizio: perché a volte si lasciano le radici | Studio Odontoiatrico Stere

Coronectomia del dente del giudizio: perché a volte si lasciano le radici | Studio Odontoiatrico Stere

Quando un dente del giudizio inferiore deve essere trattato, il rapporto tra le sue radici e il nervo vicino può diventare un punto importante della pianificazione. In casi selezionati il chirurgo può discutere una coronectomia: rimuovere la corona lasciando intenzionalmente le radici.

Non è un’estrazione incompleta per errore e non è la soluzione adatta a tutti i denti del giudizio. La scelta richiede un’indicazione precisa, la valutazione delle condizioni del dente e la disponibilità a eseguire i controlli successivi.

Capire perché questa possibilità viene proposta aiuta a fare domande concrete. L’obiettivo non è scegliere da soli quale intervento eseguire, ma comprendere benefici attesi, alternative e rischi residui nel proprio caso.


 

Tra tendaggi bordeaux e pezzi degli scacchi, un modello con corona separata accompagna il titolo «Coronectomia del dente del giudizio: perché a volte si lasciano le radici»; logo STERE sull’orologio.

 

Che cos’è una coronectomia

La coronectomia è una procedura chirurgica in cui la corona del dente viene rimossa mentre una parte radicolare idonea viene mantenuta in sede. Si considera soprattutto per alcuni terzi molari inferiori con rapporti anatomici delicati con il nervo alveolare inferiore.

Lasciare radici non significa abbandonare una lesione senza controllo. La revisione del 2026 sul confronto con l’estrazione completa riguarda casi selezionati e analizza anche complicanze e necessità di ulteriori interventi; non autorizza a considerare la tecnica universalmente preferibile.


 

I criteri che entrano nella decisione

Motivo per intervenire

Prima di scegliere la tecnica bisogna capire perché il dente richieda un trattamento. La sola presenza di un dente del giudizio non equivale a un’indicazione chirurgica.

Rapporto con il nervo

La vicinanza sospettata negli esami deve essere interpretata dal professionista. Un’immagine bidimensionale non descrive sempre completamente i rapporti spaziali.

Condizioni del dente e delle radici

Stato pulpare, eventuali lesioni e caratteristiche della zona possono rendere inappropriata la conservazione radicolare. Non basta che il dente sia difficile da estrarre.

Possibilità di controlli

La strategia comprende la rivalutazione successiva. Prima dell’intervento è utile chiarire che cosa verrà osservato e come gestire eventuali nuovi sintomi.


 

Tre illustrazioni lungo un percorso di scacchi mostrano corona rimossa, radici conservate e controlli nel tempo, dopo valutazione chirurgica.

 

Quali disturbi vanno comunque valutati

Dolore, gonfiore, difficoltà ad aprire la bocca o infiammazioni ricorrenti vicino al dente del giudizio richiedono una diagnosi. Questi sintomi non indicano da soli quale procedura sia più adatta.

Febbre, gonfiore in aumento o difficoltà a deglutire impongono un contatto tempestivo. In presenza di difficoltà respiratoria serve assistenza urgente. La discussione su una tecnica programmata non deve ritardare la gestione di un problema acuto.


 

Radici mantenute intenzionalmente e frammenti accidentali

Nella coronectomia la conservazione radicolare è parte di una strategia discussa e documentata. È diversa dalla scoperta occasionale di un frammento dopo un’altra procedura: anche in quel caso la gestione dipende dal contesto, ma non va confusa con un piano preventivo.

Nessuna tecnica elimina ogni rischio. La possibilità di ridurre uno specifico rischio neurologico va confrontata con limiti, disturbi postoperatori e possibili necessità future. Le decisioni non si riassumono in un semplice meglio o peggio.


 

Dettaglio di un modello didattico con due radici prive della corona e il canale mandibolare evidenziato sotto di esse; una torre dorata è sullo sfondo.

 

Visita ed esami: quali domande devono risolvere

Il chirurgo considera storia clinica, esame locale e immagini adeguate. Può valutare un approfondimento tridimensionale se necessario a chiarire rapporti anatomici che cambierebbero la scelta terapeutica; non è un esame da richiedere automaticamente in ogni persona.

Domande utili sono: perché il dente richiede un intervento? Qual è il rapporto sospettato con il nervo? Le radici sono adatte a rimanere? Quali alternative esistono? Una spiegazione comprensibile è parte della decisione condivisa.


 

Le opzioni da discutere con il chirurgo

Osservazione quando appropriata

Se non esiste un’indicazione attuale alla chirurgia, può essere considerato un programma di controllo. Anche questa scelta richiede criteri e follow-up.

Estrazione completa

In molti casi rimane la procedura indicata. La valutazione anatomica e biologica aiuta a pianificarla e a spiegare i rischi pertinenti.

Coronectomia in casi selezionati

La rimozione della corona con radici conservate è una possibilità specifica. Se durante l’intervento emergono condizioni incompatibili, come una mobilizzazione radicolare rilevante, il piano può richiedere una modifica.

Controllo e possibile trattamento successivo

Le radici possono cambiare posizione nel tempo e, in alcune situazioni, richiedere un nuovo intervento. Non è corretto promettere che non serviranno mai altre cure.


 

Un pannello bordeaux a libro collega indicazione, anatomia, idoneità e alternative ai controlli successivi, con un modello del dente al centro.

 

Dopo la procedura: seguire un piano individuale

Le istruzioni su igiene, alimentazione, attività e farmaci vengono fornite dal professionista in base all’intervento e alla salute generale. Non trasferire a te stesso prescrizioni ricevute da un conoscente e non iniziare antibiotici senza indicazione.

Segnala dolore che peggiora, gonfiore anomalo, febbre, secrezioni o alterazioni della sensibilità. Conserva la documentazione e rispetta i controlli concordati anche quando la bocca sembra stare bene: la sorveglianza fa parte della strategia.


 

Informarsi sulla chirurgia orale a Lecce

Un confronto odontoiatrico presso lo Studio STERE permette di inquadrare il problema e valutare il percorso appropriato. Citare una tecnica in un articolo non significa che sia indicata nel singolo caso né prometterne l’esecuzione senza valutazione specialistica.

Lo studio si trova in Via Giovanni Boccaccio 19 C/D/E, a Lecce, nel Salento. Il Dott. Nicolò Stefanelli, la Dott.ssa Rosanna Renò e lo staff mettono a disposizione un’esperienza professionale di oltre dieci anni. Tra i servizi descritti sul sito rientra anche l’ortodonzia con allineatori trasparenti, incluso il sistema Invisalign® quando indicato: un ambito distinto, da valutare secondo le necessità individuali.


 

Domande frequenti

La coronectomia si fa per tutti i denti del giudizio?

No. È una possibilità riservata a situazioni selezionate dopo valutazione clinica e radiografica.

Le radici vengono dimenticate nell’osso?

No. Quando la procedura è indicata, la loro conservazione è intenzionale e rientra in un piano di controllo.

Il rischio di alterazioni della sensibilità scompare?

No. La valutazione mira a gestire i rischi, non a promettere che siano azzerati.

Può essere necessario un altro intervento?

Sì, in alcune situazioni. È uno degli aspetti da discutere prima di scegliere la procedura.

Serve una TAC per decidere?

Non automaticamente. Il professionista sceglie gli esami che possono chiarire la decisione clinica.


 

Presso lo Studio Odontoiatrico Stere puoi trovare una gamma completa di trattamenti odontoiatrici preventivi e curativi.

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Articolo scritto dal Dott. Nicolò Stefanelli – Odontoiatra

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“Prendersi Cura”

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