Barodontalgia a Lecce: perché un dente può fare male in aereo | Studio Odontoiatrico Stere
Barodontalgia a Lecce: perché un dente può fare male in aereo | Studio Odontoiatrico Stere
Un dolore improvviso a un dente durante il decollo o l’atterraggio può sorprendere anche chi, a terra, non avvertiva alcun fastidio. Questo fenomeno è chiamato barodontalgia: descrive un dolore dentale associato alle variazioni della pressione ambientale, come quelle che si verificano in aereo, durante un’immersione o in camera iperbarica.
La pressione non “crea” necessariamente una malattia del dente. Più spesso rende evidente un problema già presente, per esempio una carie, un’infiammazione della polpa, una lesione attorno alla radice o un restauro che richiede controllo. Anche dolore proveniente dai seni paranasali può essere percepito nella zona dei denti superiori.
Se il dolore compare in volo, scompare a terra o torna a ogni viaggio, non conviene affidarsi soltanto a un analgesico. Individuare l’origine prima di una nuova esposizione a variazioni di pressione permette di definire il percorso più adatto e di distinguere un problema dentale da altre possibili cause.

Che cos’è la barodontalgia e perché può comparire in aereo
La barodontalgia è un sintomo, non una diagnosi autonoma. Il termine indica il dolore avvertito in uno o più denti durante un cambiamento della pressione esterna. Può comparire in salita, in discesa o dopo il ritorno a terra, con intensità e durata variabili.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2026 e indicizzata su PubMed ha rilevato che gli episodi descritti negli equipaggi di volo si verificavano soprattutto durante la discesa, pur con risultati eterogenei tra gli studi. Il momento del dolore può offrire un indizio, ma non identifica da solo il dente coinvolto né la causa.
Anche nelle cabine pressurizzate si verificano variazioni ambientali. Se un tessuto dentale è infiammato o esiste uno spazio non perfettamente isolato, il cambiamento può rendere percepibile una condizione fino a quel momento silenziosa. La diagnosi richiede comunque un esame clinico.
Cause e fattori associati al dolore dentale durante il volo
Carie profonde e infiammazione della polpa
Una carie vicina alla polpa può provocare sensibilità o dolore pulsante che diventa evidente con le variazioni di pressione. Il sintomo può durare pochi istanti oppure continuare dopo l’atterraggio. La profondità della lesione non si può stabilire osservando soltanto la superficie del dente.
Otturazioni, corone e restauri da controllare
Un restauro infiltrato, fratturato o non più ben adattato può essere associato al dolore. Una revisione sulla barodontalgia ha incluso tra le condizioni riscontrate carie, restauri difettosi, problemi pulpari e infiammazioni periapicali. Se si è staccato un restauro, è utile consultare anche le indicazioni sull’otturazione caduta senza tentare riparazioni domestiche.
Infezioni, necrosi pulpare e lesioni attorno alla radice
Un dente con polpa non vitale o con infiammazione dei tessuti periapicali può essere asintomatico a terra e diventare dolente in particolari condizioni. Dolore alla masticazione, sensazione di dente “alto”, gonfiore o cattivo sapore richiedono attenzione anche se il viaggio è terminato.
Problemi dei seni paranasali e dolore riferito
Le radici dei denti posteriori superiori sono vicine ai seni mascellari. Congestione, sinusite o difficoltà a compensare la pressione possono causare dolore al volto e ai denti superiori, spesso più diffuso e associato a sintomi nasali. La distinzione non va fatta in autonomia perché condizioni dentali e sinusali possono anche coesistere.

Segnali da osservare durante e dopo il viaggio
Il dolore può essere acuto, pulsante, localizzato o difficile da attribuire a un solo elemento. È utile annotare se compare in salita o in discesa, quanto dura, quale arcata coinvolge e se è provocato anche da freddo, caldo, dolce, pressione o masticazione una volta tornati a terra.
Sensibilità persistente, dolore notturno, gonfiore gengivale, febbre, cattivo sapore, frattura visibile o difficoltà ad aprire la bocca richiedono una valutazione tempestiva. Il NHS raccomanda di rivolgersi al dentista quando il mal di denti dura oltre due giorni o si associa a febbre, dolore alla masticazione, gengive arrossate o gonfiore; difficoltà respiratoria o di deglutizione con gonfiore richiede assistenza immediata.
La scomparsa del dolore dopo l’atterraggio non dimostra che il dente sia sano. Un sintomo ripetibile a ogni volo è un’informazione clinica utile e merita di essere riferito con precisione.
Barodontalgia o barosinusite: come distinguerle
La barodontalgia di origine dentale tende talvolta a essere ben localizzata e può associarsi a sensibilità, dolore alla percussione o segni di carie e restauri compromessi. La barosinusite può produrre pressione al volto, mal di testa, congestione nasale e dolore riferito a più denti superiori, soprattutto durante la discesa.
Queste caratteristiche non costituiscono una diagnosi. Un dente infiammato può dare dolore diffuso, mentre un problema sinusale può sembrare circoscritto a un molare. Test clinici, immagini quando indicate e storia dei sintomi aiutano a capire se sia necessario un trattamento odontoiatrico, un confronto medico oppure entrambi.

Come si svolge la valutazione odontoiatrica
La visita parte dalla ricostruzione dell’episodio: fase del volo, durata, intensità, zona interessata, viaggi precedenti, cure recenti e sintomi presenti a terra. Vengono considerate anche congestione nasale, sinusite riferita, serramento, traumi e terapie farmacologiche.
L’esame può comprendere osservazione di denti e gengive, test di sensibilità pulpare, percussione, palpazione, controllo dell’occlusione e verifica dei restauri. Radiografie mirate vengono proposte quando possono aggiungere informazioni su carie profonde, radici, osso o lesioni non visibili direttamente.
Non sempre il dente indicato dal paziente è quello responsabile. Per questo è prudente evitare trattamenti basati soltanto sul punto percepito durante il volo e correlare sintomi, test e immagini prima di definire il percorso.
Trattamenti e percorsi possibili
Cura della carie e sostituzione del restauro
Quando la polpa è ancora in condizioni compatibili con una terapia conservativa, può essere indicata la rimozione della carie e la ricostruzione del dente. Un’otturazione o un altro restauro non adeguato può richiedere sostituzione dopo aver verificato struttura residua e causa del problema.
Terapia endodontica quando la polpa è compromessa
Se gli esami indicano un’infiammazione pulpare irreversibile o una necrosi, può essere necessario un trattamento canalare. L’obiettivo è trattare il sistema endodontico e conservare il dente quando le condizioni cliniche lo consentono; la decisione non dipende dal solo fatto che il dolore sia comparso in aereo.
Gestione di fratture, corone e denti già trattati
Un dente fratturato, una corona mobile o un elemento già devitalizzato richiedono una valutazione della stabilità, dei margini e dei tessuti circostanti. Le possibilità possono comprendere riparazione, nuova ricostruzione, trattamento endodontico o altre soluzioni, in base alla quantità di dente sano e alla prognosi.
Approfondimento medico per cause non dentali
Se i denti non mostrano una causa coerente o prevalgono sintomi sinusali, il dentista può suggerire un confronto con il medico o con lo specialista appropriato. Curare un dente sano non risolverebbe una barosinusite; allo stesso modo, attribuire tutto ai seni paranasali può ritardare la cura di una patologia dentale.

Cosa fare prima di volare e quali comportamenti evitare
Chi ha mal di denti, sensibilità nuova, gonfiore, un restauro appena perso o un episodio precedente di dolore in volo dovrebbe richiedere una valutazione prima di partire. Dopo procedure odontoiatriche o chirurgiche recenti, i tempi per affrontare un viaggio vanno concordati con il professionista che conosce il caso: non esiste un intervallo uguale per ogni trattamento.
Durante il viaggio non bisogna superare le dosi dei farmaci, usare antibiotici avanzati da vecchie terapie o applicare sostanze irritanti sul dente. Un analgesico, se compatibile con le proprie condizioni e assunto secondo indicazioni sanitarie, può attenuare il sintomo ma non elimina la causa.
Se compaiono gonfiore importante, febbre, difficoltà a respirare o deglutire, il problema non va rimandato al rientro. È necessario rivolgersi ai servizi sanitari disponibili nel luogo in cui ci si trova.
Valutare il mal di denti in aereo presso lo Studio STERE di Lecce
Presso lo Studio Odontoiatrico STERE, in Via Giovanni Boccaccio 19 C/D/E a Lecce, la valutazione considera il racconto del volo, i sintomi a terra, le cure precedenti e le condizioni di denti, restauri, gengive e occlusione. Gli accertamenti vengono scelti in base al quesito clinico, senza attribuire automaticamente il dolore alla pressione.
Il Dott. Nicolò Stefanelli e la Dott.ssa Rosanna Renò vantano più di dieci anni di esperienza nel settore odontoiatrico maturata sul territorio italiano; anche tutto lo staff dello Studio STERE opera da oltre dieci anni. Lo Studio resta aperto per tutta l’estate, fermo restando che tempi e modalità della valutazione devono essere concordati.
Nell’offerta clinica complessiva rientra anche l’ortodonzia con allineatori trasparenti; Invisalign® è uno dei sistemi utilizzati dallo Studio quando indicato dopo la valutazione ortodontica. Questa possibilità è distinta dalla diagnosi del dolore in volo e la scelta del dispositivo dipende sempre dal caso clinico.
Domande frequenti sulla barodontalgia
Perché un dente fa male soltanto durante l’atterraggio?
La variazione di pressione può rendere evidente un problema dentale o sinusale prima silenzioso. Il momento in cui compare il dolore è utile da riferire, ma non basta a identificare la causa senza visita e test mirati.
Se il dolore passa a terra posso ignorarlo?
No. La scomparsa del sintomo non esclude carie, infiammazione della polpa, problemi attorno alla radice o restauri da controllare. Un episodio ricorrente merita una valutazione prima di un altro volo.
Un’otturazione può provocare dolore in aereo?
Un restauro infiltrato, fratturato o associato a una carie profonda può essere coinvolto. Non significa però che ogni otturazione causi barodontalgia: occorre controllare il dente e i tessuti circostanti.
Il dolore ai denti superiori può dipendere dalla sinusite?
Sì. I seni mascellari sono vicini alle radici dei denti posteriori superiori e un problema sinusale può produrre dolore riferito. Poiché i sintomi possono sovrapporsi, la distinzione richiede una valutazione appropriata.
Dove posso far valutare la barodontalgia a Lecce?
È possibile richiedere un controllo presso lo Studio STERE di Lecce. Portare informazioni sul volo, sulle cure recenti e sui fattori che provocano il dolore aiuta a impostare l’esame in modo mirato.
Presso lo Studio Odontoiatrico Stere puoi trovare una gamma completa di trattamenti odontoiatrici preventivi e curativi.
Se stai cercando un dentista a Lecce per migliorare l’igiene orale, prevenire carie e infiammazioni gengivali o scegliere prodotti domiciliari adatti alle tue esigenze, il team dello Studio Stere può accompagnarti con una valutazione personalizzata. Scopri di più su studiostere.it e prenota la tua visita di controllo.
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Articolo scritto dal Dott. Nicolò Stefanelli – Odontoiatra
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